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Inaugurazione di Piazza Falcone e Borsellino - 16 ottobre 2026

Discorso del Sindaco

Data :

23 ottobre 2026

Categorie:
Comune
Inaugurazione di Piazza Falcone e Borsellino - 16 ottobre 2026
Municipium

Descrizione

Intitolazione del passaggio/piazza a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino

Autorità civili e militari, rappresentanti delle istituzioni, dirigenti scolastici, insegnanti, famiglie, concittadine e concittadini, e soprattutto voi, ragazze e ragazzi della nostra scuola primaria e secondaria, che oggi siete qui con noi.

Ci sono luoghi che hanno un nome.

E poi ci sono luoghi che, attraverso un nome, acquistano un significato.

Da oggi questo luogo porterà due nomi che appartengono alla storia della nostra Repubblica:

Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Due magistrati.

Due uomini dello Stato.

Due amici.

Due persone che hanno scelto di mettere la propria vita al servizio della giustizia e della libertà.

Oggi, come Sindaco e come rappresentante della nostra comunità, sento una responsabilità particolare nel pronunciare quei nomi.

Perché intitolare una piazza, una strada o un passaggio a Falcone e Borsellino non significa soltanto ricordare il passato.

Significa assumersi un impegno per il futuro.

Il 23 maggio 1992, a Capaci, una violenza inaudita colpì Giovanni Falcone.

Con lui morirono sua moglie, Francesca Morvillo, e tre uomini della sua scorta:

Antonio Montinaro

Rocco Dicillo

Vito Schifani

Meno di due mesi dopo, il 19 luglio, in via D'Amelio, la mafia colpì ancora.

Morirono Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta:

Emanuela Loi

Agostino Catalano

Vincenzo Li Muli

Walter Eddie Cosina

Claudio Traina

Dieci nomi

Dieci vite spezzate

Dieci persone che oggi dobbiamo ricordare non come semplici nomi scritti su una targa, ma come donne e uomini che avevano una famiglia, degli affetti, dei sogni, un futuro davanti a sé.

Eppure scelsero di servire lo Stato.

E pagarono con la vita la loro fedeltà alle istituzioni.

La Presidenza della Repubblica ha ricordato più volte come quelle stragi abbiano segnato profondamente la coscienza del Paese e come Falcone e Borsellino siano diventati simboli della riscossa civile e della cultura della legalità.

Ecco perché oggi dobbiamo pronunciare anche i nomi degli agenti di scorta.

Perché non esiste la memoria di Falcone senza la memoria di Antonio, Rocco e Vito.

Non esiste la memoria di Borsellino senza la memoria di Emanuela, Agostino, Vincenzo, Walter e Claudio.

Quando diciamo Falcone e Borsellino, diciamo anche scorta, servizio, sacrificio, Stato.

Ma oggi non siamo qui soltanto per ricordare la mafia e le stragi.

Siamo qui per ricordare che cosa hanno lasciato Falcone e Borsellino a tutti noi.

Hanno lasciato un'idea di Stato.

Uno Stato che non deve avere paura.

Uno Stato che non deve scendere a compromessi con la criminalità.

Uno Stato che deve essere presente.

Uno Stato che deve essere credibile.

Ma soprattutto hanno lasciato una convinzione straordinariamente importante:

la mafia può essere combattuta.

E la legalità può diventare cultura.

Può diventare educazione.

Può diventare comportamento quotidiano.

Ed è proprio per questo che oggi la vostra presenza, ragazze e ragazzi, è così importante.

Perché questa cerimonia non è rivolta soltanto a chi oggi è adulto.

È rivolta soprattutto a voi.

Tra qualche anno, forse, passerete di nuovo da questo luogo.

Magari sarete grandi.

Magari avrete una professione, una famiglia, responsabilità nuove.

E forse avrete dimenticato molte delle parole che ascolterete oggi.

Ma spero che una cosa rimanga.

Quei due nomi.

Falcone.

Borsellino.

E spero che un giorno, passando di qui, vi fermerete un istante e vi chiederete:

“Chi erano?”

E qualcuno vi risponderà:

“Erano due uomini che credevano nella giustizia.”

“Erano due uomini che non si sono arresi.”

“Erano due uomini che hanno avuto paura, ma non hanno permesso alla paura di decidere per loro.”

E allora capirete che questa targa non è soltanto un pezzo di marmo.

È una consegna.

La consegna di una memoria.

La consegna di un valore.

La consegna di una responsabilità.

Ragazze e ragazzi, la legalità non comincia quando si entra in un tribunale.

La legalità comincia molto prima.

Comincia a scuola.

Comincia in famiglia.

Comincia quando rispettiamo una regola anche se nessuno ci controlla.

Comincia quando non prendiamo in giro chi è più fragile.

Quando non accettiamo il bullismo.

Quando non lasciamo solo chi viene escluso.

Quando diciamo la verità.

Quando abbiamo il coraggio di dire “no” alla prepotenza.

Quando comprendiamo che essere liberi non significa poter fare qualsiasi cosa.

Essere liberi significa anche rispettare la libertà degli altri.

Questa è la lezione più grande che possiamo consegnare alle nuove generazioni.

Falcone e Borsellino hanno dimostrato che il coraggio non significa non avere paura.

Il coraggio significa fare ciò che è giusto anche quando sarebbe più facile tirarsi indietro.

E allora oggi voglio rivolgere un pensiero anche a tutti gli uomini e a tutte le donne delle Forze dell'ordine, alla Magistratura, alle istituzioni e a quanti ogni giorno svolgono il proprio lavoro per difendere la sicurezza, la legalità e la nostra democrazia.

Perché dietro la parola “Stato” ci sono persone.

Persone che lavorano.

Persone che servono.

Persone che, ogni giorno, scelgono di fare il proprio dovere.

Oggi Brembate di Sopra compie un gesto semplice, ma dal grande valore civile.

Diamo un nome a un luogo.

Ma, dando questo nome, diamo anche un significato a quel luogo.

Da oggi chi attraverserà questo passaggio vedrà quei nomi.

Un bambino

Un ragazzo

Un genitore

Un anziano

Un cittadino

Potrà leggerli e quei nomi continueranno a vivere.

Perché la memoria non serve soltanto a ricordare ciò che è stato.

La memoria serve a costruire ciò che sarà.

E noi vogliamo che questo luogo diventi un piccolo presidio della memoria e della legalità nel cuore della nostra comunità.

Un luogo nel quale i nostri ragazzi possano crescere sapendo che la libertà e la democrazia non sono conquiste scontate.

Sono valori che devono essere custoditi.

Ogni giorno.

Tra poco scopriremo questa targa e quando lo faremo, vi chiedo, soprattutto a voi ragazzi, di guardarla bene.

Leggete quei nomi.

Non leggeteli soltanto con gli occhi.

Leggeteli con il cuore.

Giovanni Falcone

Paolo Borsellino

Antonio Montinaro

Rocco Dicillo

Vito Schifani

Emanuela Loi

Agostino Catalano

Vincenzo Li Muli

Walter Eddie Cosina

Claudio Traina

E insieme a loro ricordiamo Francesca Morvillo e tutte le vittime delle mafie.

Non sono soltanto nomi del passato.

Sono parte della nostra storia.

Sono parte della nostra Repubblica.

Sono parte della nostra libertà.

E allora, nel giorno in cui questa comunità consegna questi nomi alle nuove generazioni, permettetemi di concludere con un impegno.

Come Sindaco, a nome dell'Amministrazione comunale, mi impegno affinché questa memoria non rimanga una cerimonia.

E chiedo alla scuola, alle famiglie, alle associazioni e a tutta la nostra comunità di continuare insieme a educare alla legalità.

Ma soprattutto lo chiedo a voi, ragazzi.

Non vi chiediamo di diventare eroi.

Vi chiediamo di essere cittadini.

Cittadini consapevoli.

Cittadini liberi.

Cittadini capaci di scegliere il bene anche quando costa fatica.

Perché è così che una comunità diventa più forte.

È così che uno Stato diventa più forte.

È così che la memoria diventa futuro.

E forse è proprio questo il modo più autentico per dire, ancora oggi, a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino: il vostro sacrificio non è stato vano.

Le vostre idee sono ancora qui.

Il vostro esempio è ancora qui.

E da oggi, anche qui, a Brembate di Sopra, i vostri nomi continueranno a camminare insieme a noi.

Viva la memoria.

Viva la legalità.

Viva la nostra Repubblica.

E viva i nostri ragazzi, ai quali affidiamo il futuro.

Il Sindaco

Tiziano Ravasio

Municipium

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Ultimo aggiornamento: 23 ottobre 2026, 09:51

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